Immagine della settimana 2014

29 settembre 2014

Un emù nel cielo sopra Paranal

In cima a Cerro Paranal, ben al di sopra del deserto di Atacama in Cile, due delle unità del Very Large Telescope si crogiolano in silenzio nella luce stellare, osservando la Via Lattea mentre essa si inarca sopra l'osservatorio di Paranal di ESO.

Vari oggetti interessanti sono visibili in quest'immagine. Alcuni dei più illustri sono le due nubi di Magellano - la piccola e la grande nube - che risplendono tra i due telescopi. In contrasto, la scura nebulosa Sacco di Carbone è visibile come una macchia che scurisce una parte della Via Lattea, assomigliando ad una gigante impronta digitale cosmica sopra i telescopi sulla sinistra. 

Le nubi di Magellano si trovano entrambe nel gruppo locale di galassie che include la nostra galassia, la Via Lattea. La piccola nube è distante 163'000 anni-luce dalla nostra galassia mentre la grande nube si trova a 200'000 anni-luce. La nebulosa Sacco di Carbone invece è ad un tiro di schioppo: a circa 600 anni-luce dal sistema solare, essa è la nebulosa scura più visibile nei nostri cieli.  

La nebulosa Sacco di Carbone è parte di molte culture antiche ed è identificata come la testa di un emù nel cielo da vari gruppi indigeni australiani. Gli aborigeni australiani sono probabilmente i più antichi praticanti di astronomia del mondo, e identificano le loro costellazioni usando le nebulose scure - al contrario dell'uso delle stelle come nella tradizione occidentale. 

Nell’emisfero australe, queste nebulose scure sono più prominenti che nell'emisfero nord. Anche altre culture hanno costellazioni scure - come per esempio gli Inca in Sudamerica. Una costellazione particolarmente importante per gli astronomi inca era conosciuta come Urcuchillay (il lama), significativa dell'importanza di questi animali per la loro cultura come sorgente di cibo, lana e trasporto. 

Quest'immagine è stata ripresa dal ambasciatore fotografo Yuri Beletsky.


22 settembre 2014

Vertiginosa scia di stelle sopra SEST

Il telescopio svedese Swedish–ESO Submillimetre Telescope (SEST), di 15 metri di diametro, è stato costruito nel 1987 ed è rimasto in funzione all'osservatorio La Silla di ESO in Cile fino alla sua messa a riposo nel 2003. 

Al tempo della sua costruzione, SEST era l'unico telescopio radio nell'emisfero australe progettato per osservare l'universo submillimetrico e ha aperto la strada per telescopi successivi come l'Atacama Pathfinder Experiment (APEX), e l'Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA), entrambi collocati a Chajnantor. 

In quest'immagine vediamo un cielo notturno affollato, pieno di scie di stelle, risultato del lungo tempo di esposizione della macchina fotografica. La luce stellare è riflessa con numerose angolazioni diverse verso la macchina fotografica dall'antenna parabolica gigante. Sullo sfondo, il telescopio di 3.6 metri di ESO si trova all'interno della sua cupola e osserva in silenzio il cosmo. 

Questa vertiginosa fotografia del telescopio SEST a La Silla è stata ripresa dall'ambasciatore fotografico dell'ESO José Joaquín Pérez. 

Link 

Immagini riprese con il Swedish–ESO Submillimetre Telescope

Immagini del Swedish–ESO Submillimetre Telescope


15 settembre 2014

Luce mattutina sopra La Silla

Vediamo qui l’osservatorio La Silla di ESO con la Via Lattea sullo sfondo. Fondato negli anni 60, La Silla è stato il primo osservatorio di ESO ad essere costruito in Cile. 

Visibili sulla collina nel centro dell’immagine sono, sulla sinistra, il New Technology Telescope (NTT), dal profilo rettangolare, sulla destra la cupola del telescopio di 3.6 metri di ESO. L’NTT, di 3.58 metri di diametro, è stato inaugurato nel 1958 ed è stato il primo telescopio al mondo ad avere uno specchio principale controllato da un computer. Lo specchio principale è flessibile e la sua forma è adattata attivamente nel corso delle osservazioni per mantenere la qualità ottica delle immagini. Questa tecnologia, conosciuta come ottica attiva, è ora applicata a tutti grandi telescopi moderni - incluso il  Very Large Telescope a Cerro Paranal, e il futuro European Extremely Large Telescope.

La Silla ospita vari altri telescopi, incluso il telescopio svedese submilimetrico SEST, e il robotico TAROT che è impiegato per monitorare eventi rapidi come i lampi a raggi gamma. 

Questa fotografia è stata ripresa dall'ambasciatore fotografico di ESO José Joaquín Pérez. Quando José non sta riprendendo stupende fotografie del cielo, lavora come ingegnere agricolo e  dedica il suo tempo alla protezione delle colture nel Cile centrale.   


08 settembre 2014

Il VLT insegue la cometa di Rosetta

La macchia brillante e nebbiosa al centro di quest'immagine è la cometa conosciuta come  67P/Churyumov-Gerasimenko, o 67P/C-G. Non è una cometa qualsiasi; è il bersaglio della sonda spaziale Rosetta dell'ESA, che si trova attualmente profondamente dentro la chioma della cometa e meno di 100 chilometri dal nucleo [1]. Con Rosetta così vicino alla cometa, l'unico modo per osservare tutta 67P/C-G è quello di osservarla dal suolo. 

Quest'immagine è stata ripresa l'11 agosto 2014 con uno dei telescopi di 8 metri dell'ESO, il Very Large Telescope (VLT) in Cile. È il risultato della sovrapposizione di 40 immagini individuali, ognuna di 50 secondi di esposizione, e della rimozione delle stelle dello sfondo per ottenere questa vista ottimale della cometa. Rosetta si trova nei pixel centrali dell'immagine ed è troppo piccola per essere vista. 

Il VLT è composto da quattro telescopi individuali che possono lavorare insieme o da soli per studiare il cielo notturno. Queste osservazioni usano lo strumento FORS2 (FOcal Reducer and low dispersion Spectrograph 2) sul telescopio 1, anche conosciuto come Antu, che significa Sole nel linguaggio indigeno cileno Mapuche

FORS2 può essere usato in vari modi, ma per le osservazioni di Rosetta, gli astronomi l'hanno usato per ottenere immagini della cometa e per stabilire la sua luminosità, dimensione e forma; e anche per analizzare la composizione chimica della chioma. 

Malgrado che 67P/C-G sia debole in quest'immagine, è chiaramente attiva con una chioma che si estende fino a 19000 chilometri dal nucleo. Questa chioma è asimetrica mentre la polvere è spazzata via dal Sole - che si trova oltre l'angolo in basso a destra - e inizia a formare la caratteristica coda delle comete.  

Quest'immagine del VLT è parte di una collaborazione tra ESA e ESO per osservare 67P/C-G dal suolo mentre Rosetta sta effettuando misurazioni sulla cometa. Mediamente il VLT ottiene un'immagine della cometa ogni due notti. Queste pose corte sono usate per monitorare l'attività della cometa studiando come cambia la sua luminosità. I risultati sono trasmessi al progetto Rosetta e forniscono una parte delle informazioni per pianificare come orbitare attorno ad essa. 

Note 

[1] Rosetta ha raggiunto una distanza di 100 chilometri dal nucleo di 67P/C-G il 6 agosto 2014 e da questa data si è ravvicinato ancora alla cometa. 


01 settembre 2014

Cieli psichedelici

Questa bella fotografia psichedelica mostra una notte di osservazione del Polo Nord Celeste dall'Allgäu Public Observatory a Ottobeuren, Germania. Quello ritratto qui è il telescopio riflettore Cassegrain di 0.6 metri, che fu installato nel 1996. 

Il brillante raggio laser giallo, che, in quest’immagine di lunga esposizione, sembra aprirsi a ventaglio nel cielo, è il Wendelstein laser guide star unit di ESO, che fu provato sul sito di Allgäu. È una versione più piccola della stella guida laser che è stato installato sul Very Large Telescope in Paranal, Cile.

Una stella guida laser è impiegata per creare un punto  brillante nel cielo, che può essere usato come una stella artificiale di riferimento, permettendo agli astronomi di misurare quanto le stelle vere sono sfocate o scintillano, come comunemente accade osservandole da terra. Le misurazioni così ottenute sono poi usate per correggere questo offuscamento e permettono di riprendere immagini più nitide. Questo processo si chiama ottica adattiva.


25 agosto 2014

Pioggia di stelle nel deserto

Nel deserto di Atacama, in Cile, piove raramente. Solo ogni paio d’anni cade una quantità significativa di pioggia o di neve sull’osservatorio La Silladi ESO, generalmente in coincidenza con condizioni atmosferiche anomalmente calde, come quelle prodotte da El Niño. Questo deserto è uno dei posti più secchi al mondo, il che lo rende un sito fantastico per le osservazione del cielo notturno. 

Anche se piove molto poco, qualche trucco fotografico può fare apparire una pioggia di stelle sulle montagne circostanti, come si vede in quest’immagine ripresa il 21 maggio 2013 da Diana Juncher, una studentessa di dottorato in astronomia al Niels Bohr Institute, in Danimarca.

Diana era a La Silla per due settimane nel maggio 2013, per osservare esopianeti in direzione del centro della nostra galassia, come parte della sua ricerca. Durante il suo soggiorno è riuscita a ottenere quest’immagine, che rappresenta delle scie stellari, ripresa circa a 20 metri dal telescopio danese di 1.54 metri all’osservatorio La Silla di ESO. Fotografie di scie stellari come queste vengono ottenute utilizzando un lungo tempo di esposizione, per catturare il moto apparente delle stelle mentre la Terra ruota su se stessa.   

Un filo di neve copre le distanti cime montuose e all'orizzonte, sulla sinistra dell'immagine, si possono vedere anche delle soffici nuvole sotto La Silla. La zona leggermente più scura e più rossa a destra è una miniera di rame a cielo aperto. Il rame è la risorsa economica maggiore del Cile - il paese è di gran lunga il leader nella produzione mondiale di rame. 

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18 agosto 2014

Scolpire i cieli di La Silla

Una rara zona di sottili nubi bianche sfreccia attraverso il cielo sopra l’osservatorio La Silla di ESO in questa fotografia, ripresa l’11 giugno 2012 dall’astronomo Alan Fitzsimmons

Questo ambiente secco e desolato con occasionali raffiche di vento forse non è il miglior posto per gli insediamenti umani, ma è il luogo ideale per i telescopi. Secche e aride condizioni aiutano gli astronomi ad evitare i soliti problemi osservativi come i disturbi atmosferici, l’inquinamento luminoso, l’umidità, e (la maggior parte del tempo!) le nuvole, permettendo una visione più chiara del cosmo. Anche in queste rare giornate di nuvole, il cielo si era schiarito al tramonto e le osservazioni hanno potuto aver luogo come al solito. 

I telescopi che ospita La Silla - incluso due dei maggiori telescopi di ESO: il telescopio di 3.6 metri di ESO e il New Technology Telescope (NTT) - sono equipaggiati con strumenti all’avanguardia, che consentono loro di sfruttare al massimo le condizioni uniche di osservazione del Cile del nord. 

Il telescopio di 3.6 metri di ESO opera al momento con lo strumento High Accuracy Radial velocity Planet Searcher (HARPS), dedicato alla scoperta di mondi extrasolari. L’NTT è stato un pioniere nell’ottica attiva e il primo telescopio al mondo ad avere uno specchio principale controllato da un computer. 

La Silla è stato il primo sito di ESO in Cile già negli anni ’60 e continua da allora ad avere un valore inestimabile. 


11 agosto 2014

Scavare una strada verso Armazones

Attualmente ESO ospita tre osservatori nel deserto dell’Atacama in Cile: La Silla, Paranal e Chajnantor. Paramal è visibile nello sfondo di quest’immagine: è il fiore all’occhiello di ESO e ospita il Very Large Telescope (VLT).

Nei prossimi anni, a questo trio si aggiungerà un quarto osservatorio: Cerro Armazones,  futuro sito del' European Extremely Large Telescope (E-ELT). Con il suo specchio di 39 metri di diametro, l’E-ELT sarà il più grande occhio puntato verso il cielo, quando la sua costruzione sarà terminata, intorno al 2024. 

Cerro Armazones è collegato oggi a Paranal solo attraverso una strada sterrata - ma, come si vede in quest’immagine, i lavori di costruzione sono in corso. La dita cilena ICAFAL Ingeniería y Construcción S.A. (ICAFAL) ha iniziato la costruzione in marzo (ann14019) e impiegherà circa 16 mesi per completare una strada asfaltata di 7 metri di larghezza. Oltre  a scavare una nuova strada nel paesaggio cileno, ICAFAL appiattirà la cima di Cerro Armazones per creare lo spazio necessario ad una piattaforma per l’E-ELT. 


04 agosto 2014

Alla ricerca di spazio

A 5000 metri di altitudine sopra il livello del mare, sull’altipiano di Chajnantor, in Cile, le antenne dell’osservatorio di ALMA osservano il cielo, scandagliando l’Universo alla ricerca di indizi sulle nostre origini cosmiche. L’altipiano è uno dei siti di osservazione astronomica più alti al mondo.

Visibili tra migliaia di stelle, sulla destra di quest’immagine, si trovano la piccola e la grande nube di Magellano che appaiono come macchie luminose nel cielo. Questi oggetti simili a nuvole sono in realtà galassie - due dei vicini galattici della Via Lattea.

Lo scopo principale di ALMA è di osservare gli oggetti più freddi e più antichi del cosmo - conosciuti come l’Universo freddo. La rete di telescopi misura la radiazione emessa nelle lunghezze d’onda millimetrica e submillimetrica, che si trova tra l’infrarosso e le onde radio nello spettro elettromagnetico. È composto di 66 antenne mobili che possono essere spostate e organizzate nel sito di ALMA per soddisfare le esigenze degli scienziati: il più grande esperimento astronomico in funzione oggi.

Questa foto stupenda del paesaggio di ALMA è stata ripresa dall'ambasciatore fotografo di ESO Stéphane Guisard, un ingegnere ottico al Very Large Telescope dell’ESO in Cile. 

 

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28 luglio 2014

Alieno Atacama

Vicino all’osservatorio ALMA di ESO, un bus turistico crea una nube di polvere mentre attraversa il deserto cileno. Questo bus trasporta il personale verso il Centro Operativo di ALMA per l’inizio di un turno quotidiano di 8 ore. Nel sottofondo vediamo due vulcani con le loro vette coperte di neve e oscurate dalle nuvole. 

Situati al confine tra Bolivia e Cile questi due vulcani inattivi, malgrado la corte distanza tra di loro, sono stati creati in epoche geologiche diverse - Licancabur a sinistra è molto più giovane del suo piccolo vicino Juriques. 

Licancabur è famoso per la sua forma quasi perfettamente simmetrica, e per ospitare uno dei laghi più alti del mondo. Ad un’altitudine di 5916 metri, il lago nella caldera caldera di Licancabur ospita una flora e una fauna rare ed è stato studiato per vedere come la vita riesca a sopravvivere in quest’ambiente estremo. Si dice che la regione di Licancabur sia uno dei migliori analoghi dell’ambiente di Marte. Studiando la vite presente in questo posto, forse possiamo capire come la vita possa fiorire su altri pianeti. 

Quest’immagine è stata ripresa da Amin Silber di ESO. 


21 luglio 2014

Giganti al lavoro

Questa vista panoramica del fiore all’occhiello di ESO nel Cile del nord è stata ripresa dall'ambasciatore fotografo di ESO Gabriel Brammer. Il Very Large Telescope (VLT) si prepara al lavoro all’osservatorio Paranal di ESO, visibile sullo sfondo di un cielo limpido con la Via Lattea. 

Per creare questa foto Brammer ha composto varie immagini a lunga esposizione per catturare la debole luce della Via Lattea mentre circolava sopra le cupole massive dei telescopi del VLT. Ognuno di questi giganti è alto 25 metri. Essi devono i loro nomi a corpi celesti prominenti nel linguaggio delle tribù mapuche: il Sole, la Luna, la costellazione della croce del Sud e Venere -  Antu, Kueyen, Melipal, e Yepun rispettivamente. Sulla sinistra sono visibili i più piccoli telescopi ausiliari con le loro cupole sferiche bianche e con la piccola e la grande nube di Magellano sopra di essi. 

La somma di varie esposizioni rivela il moto delle cupole dei telescopi, ognuno accompagnato da un’eco fantasma di loro stessi mentre si muovono durante la notte, inseguendo i loro bersagli nel cielo. Il passaggio del tempo è anche evidente, con un cielo serale luminoso che lascia il posto a una vista scura, costellata di stelle verso la parte sinistra dell’immagine. 

Per creare quest’immagine Brammer ha posizionato la sua macchina fotografica nella stessa posizione due volte: una volta al tramonto e poi più tardi durante la notte. Usando queste immagini riprese in tempi diversi, Brammer ha creato due panorami completi che ha ulteriormente sommato per creare l’immagine mostrata sopra. 


30 giugno 2014

Impressione, tramonto

Il Sole tramonta sopra l’osservatorio di Paranal, dipingendo una rete sottile di sfumature che attraversano il cielo, ricordando un paesaggio di Monet. Le nuvole sparse risplendono calde sotto gli ultimi raggi del Sole e la limpidezza dell’aria è quasi palpabile - rivelando perché ESO ha selezionato il Cile per costruire il proprio osservatorio. I raggi crepuscolari - e le ombre delle nuvole -  irradiano dal Sole e sembrano convergere verso il punto antisolare

Due delle quattro cupole dei telescopi ausiliari (TA) del Very Large Telescope (VLT) sono visibili sulla sinistra, e aspettano pazientemente l’oscurità per condurre le loro osservazioni del cosmo. 

Una volta tramontato il Sole, gli TA di 1.8 metri di diametro convoglieranno la luce stellare verso il Very Large Telescope Interferometer (VLTI), combinandola insieme per produrre nitide immagini dell’universo. Gli TA sono mobili, montati su binari, e possono essere spostati sul sito del VLT per osservare il cielo da diverse prospettive. 

Quest’immagine è stata pubblicata sul gruppo Flickr Your ESO Pictures il 8 di Marzo 2013 da Roger Wesson, un dipendente ESO che lavora all’osservatorio di Paranal.


16 giugno 2014

La strada verso il futuro

Questa nuova immagine mostra i progressi della costruzione della strada, della piattaforma e del canale di servizio al sito del futuro  European Extremely Large Telescope (E-ELT) sul Cerro Amazones. Il campo base è visibile in basso a destra e la nuova strada si nota con le sue curve alla base della montagna.

L’azienda cilena  ICAFAL Ingeniería y Construcción S.A. iniziò i lavori d’ingegneria civile per l’ELT nel marzo del 2014, cominciando la costruzione di una strada verso la cima della montagna. La costruzione dovrebbe impiegare 16 mesi per essere completata. La strada fornirà accesso alla futura costruzione del gigantesco telescopio e sarà larga 11 metri, con una parte asfaltata larga 7 metri.

L’impiegato di quest’impresa, Sebastián Rivera Aguila, riprese questa vista da un volo commerciale  giovedì 12 giugno 2014, sorvolando la montagna. Descrive la sua eccitazione: "La costruzione di una strada nel deserto è veramente un duro lavoro, ma sono molto fiero e contento di fare parte di questo importante progetto. Grazie a ICAFAL e ESO per lasciarci far parte di questa svolta storica.

Giovedì 19 giugno ICAFAL farà esplodere la cima di Cerro Amazones, allentando 5000 tonnellate di roccia. Si tratta di una fase del processo di livellamento che trasformerà la montagna in modo da poter accomodare il telescopio di 39 metri di diametro e gli edifici collegati all’osservatorio. Una cerimonia d’inaugurazione avverrà all’osservatorio di Paranal, a 20 chilometri di distanza, per segnare questa pietra miliare nella costruzione dell’E-ELT. Quest’evento sarà ritrasmesso in diretta via webcast su Livestream dalle 16:30 UTC fino a circa 18:30 UTC (18:30-20:30 Ora Europea) (soggetto a variazioni). I partecipanti possono anche seguire il tweeting in diretta da  @ESO con il hashtag #EELTblast e sottoporre domande (in inglese) alle quali proveremo a rispondere in diretta, nella misura del possibile. 


09 giugno 2014

L'alba sopra il VLT

Quest’immagine mostra il sole che inizia a sorgere sopra il Very Large Telescope (VLT) all’osservatorio Paranal di ESO in Cile. In questa foto una delle unità telescopica del VLT è visibile in basso a destra, illuminata dalla luce della luna. Più distanti ci sono due telescopi ausiliari che puntano verso l’alto. 

Il VLT è composto di quattro unità telescopiche (UT) ciascuna di 8,2 metri di diametro e quattro telescopi ausiliari mobili di 1,8 metri di diametro. I telescopi possono lavorare insieme per formare un gigante interferometro: il Very Large Telescope Interferometer (VLTI). La luce raccolta da ciascun telescopio è combinata nel VLTI usando un complesso sistema di specchi collocati in gallerie sotterranee,  permettendo agli astronomi di vedere dettagli fino a 16 volte più nitidi che con le UT usate individualmente. 

L’immagine è stata ripresa da Nicola Blind, un astronomo che visitò l’osservatorio di Paranal per qualche giorno nel dicembre 2012. Blind è rimasto all’osservatorio per poco tempo, ma la sua visita è  stata memorabile. "Il silenzio assoluto di questo posto è così tranquillo e rilassante," ricorda Nicolas. "Si sente solo il suono del vento, o forse un distante pipistrello perso in questa zona desolata. Il cielo puro di Paranal mi ricorda ogni volta quanto siamo piccoli e mi torna in mente il motivo per cui ho scelto l’astronomia."

L’osservatorio di Paranal gode di un numero incredibilmente alto di notti limpide all'anno: ben 330. Infatti, grazie alla tecnologia, la squadra tecnica e le condizioni limpidissime, il VLT è l’osservatorio astronomico a terra più produttivo al mondo.

Nicolas ha inviato questa foto al gruppo Flickr di ESO. Questo gruppo è regolarmente recensito e le migliori foto sono selezionate per apparire nella nostra popolare serie Foto della settimana o nella nostra galleria. 

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02 giugno 2014

Ricoperto di stelle

Incorniciato dal bagliore del tramonto lunare, la quarta unità (UT4) del telescopio Very Large Telescope dell’ESO all’osservatorio di Paranal è circondato dal cielo che esso studia, notte dopo notte. 

Situate in alto sul Cerro Paranal, queste apparecchiature maestose si collocano con grazia ad un altitudine di 2635 metri sopra il livello del mare. Paranal è l’osservatorio astronomico nel visibile più avanzato al mondo e il fiore all’occhiello di ESO. Di esso fa parte una serie di telescopi: 

UT4, anche conosciuto come Yepun (Venere) è una delle quattro unità che costituiscono il VLT, che lavorano anche con i loro quattro telescopi ausiliari, formando insieme il super sensibile Very Large Telescope Interferometer (VLTI). Ospitato in un edificio controllato termicamente, UT4 usa il suo specchio di 8,2 metri di diametro, incredibilmente preciso, per osservare le stelle e scoprire i misteri dell’universo. 

Le altre unità si chiamano Antu (il Sole), Kueyen (la Luna), and Melipal (la croce del Sud), nel linguaggio del popolo Mapuche, a 500 chilometri a sud di Santiago. 

Quest’immagine è stata ripresa dal fotografo John Colosimo e riesce a catturare sia la bellezza che la complessità di questa unità telescopica.  

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26 maggio 2014

Una scia di stelle sopra Paranal

 Il cielo sopra l’osservatorio di Paranal, nel nord del Cile è veramente qualcosa di speciale per gli ambasciatori fotografi dell’ESO, che sperimentano costantemente nuove tecniche per ottenere immagini sempre più impressionanti di questo posto arido e unico e di questi strumenti all’avanguardia. 

In questa occasione, Gianluca Lombardi ha combinato molte immagini con lunghe esposizioni per ottenere questo stupendo risultato - il Very Large Telescope (VLT) e i suoi telescopi ausiliari, il cui moto appare come un diffuso tremolio al di sotto di una scia di stelle, mentre il moto apparente delle stelle attraverso il cielo, causato dalla rotazione della Terra,  ha lasciato tracce sfocate che sono state catturate dalla macchina fotografica.

Il VLT è il fiore all’occhiello di ESO. Si tratta di uno dei strumenti più produttivi al mondo, e il più avanzato strumento ottico mai costruito. 


19 maggio 2014

Sempre più grande

Un piccolo gruppo si riunisce ai telescopi per osservare di notte all’osservatorio dell’ESO a Paranal in Cile. Per la maggior parte di noi, il tramonto segna la fine della giornata lavorativa - tempo di riposarsi, ma non qui, dove il vero lavoro si svolge durante le ore notturne, con il cielo come banco di lavoro. 

Il gruppo sembra piccolo, sovrastato dai telescopi alla propria sinistra. Queste cupole ospitano i quattro telescopi ausiliari di 1.8 metri di diametro che fanno parte del Very Large Telescope array (VLT). I veri giganti però si trovano all’estrema sinistra; se i telescopi ausiliari fanno apparire piccolo il gruppo di persone, allora i telescopi singoli del VLT le fanno sembrare delle formiche. Il VLT possiede quattro telescopi di 8.2 metri di diametro come questo, si tratta di alcuni dei più grandi telescopi del mondo. 

Se pensate però che tutto questo sia grande, aspettate il European Extremely Large Telescope (E-ELT), progettato per vedere la luce all’inizio del decennio 2020. Il suo specchio avrà un enorme diametro di 39 metri! Nel futuro ESO fornirà al mondo occhi puntati sul cielo sempre più grandi e di migliore qualità. 


12 maggio 2014

Scia di Stelle sui Cactus del Deserto di Atacama

Questa splendida fotografia, fatta nel deserto di Atacama in Cile, mostra le scie di stelle che circondano il polo sud celeste, sopra ad un calmo paesaggio dominato da cactus. La scia di stelle mostra il tragitto apparente delle stelle nel cielo, mentre la terra ruota lentamente e vengono catturate tramite scatti a lunga esposizione.

Una profonda esposizione finale è stata sovrapposta alle stupende scie, svelando molte stelle più deboli e, proprio sopra all’orizzonte, la Via Lattea meridionale, con le sue zone di polvere scura e il famoso brillio rosastro della nebulosa Carina. Si possono anche osservare verso destra le galassie satellite della Via Lattea e le Grande (al centro in alto) e Piccola (in basso a destra) nubi di Magellano.

Credit:

ESO/B. Tafreshi (twanight.org)


21 aprile 2014

Bestie da soma

Come dice il proverbio, l’unione fa la forza, anche se in questo caso la frase ''molte ruote facilitano il lavoro'' sarebbe più appropriata. Qui rappresentato c'è Otto, uno dei due trasportatori di ALMA insieme al suo compagno Lore. Otto e Lore sono stati responsabili per portare le  antenne ALMA fino all’altipiano di Chajnantor, un posto a 5000 metri sopra il livello del mare nel Cile del Nord. Dopo aver posizionato le antenne i due camion hanno hanno svolto il compito aggiuntivo di riposizionare le antenne secondo i requisiti degli scienziati. Si può vedere Otto in azione in questo video.

Questi due potenti bestioni sono il massimo raggiungibile nei veicoli custom. Sono stati disegnati specificamente per ESO dal costruttore di veicoli tedesco Scheuerle Fahrzeugfabrik che ha una storia impressionante nel trasporto di mezzi pesanti come il razzo Antares e la piattaforma petrolifera che pesa 15’000 tonnellate!

I trasportatori sono identici a parte il colore dei binari di sicurezza sul veicolo. Otto ha binari rossi, come si vede nella fotografia, e Lore può essere identificato dai suoi binari verdi. Ogni camion individuale è alimentato da due motori diesel ciascuno con 700 cavalli, per un totale di 1400 cavalli per veicolo. Entrambi i camion possono essere controllati a distanza permettendo all’operatore una visuale migliore quando il posizionamento delle antenne deve essere preciso al millimetro.

I trasportatori ALMA fanno talmente parte integrante del complesso di ALMA che possono quasi essere considerati parte del telescopio. Senza i due veicoli, la costruzione, la gestione e la manutenzione della rete ALMA non sarebbe possibile. 


14 aprile 2014

La Silla in posa per una foto Ultra HD

Una tendina di stelle circonda il telescopio New Technology Telescope (NTT) di 3.58 metri di diametro in questa fotografia ad altissima definizione dalla spedizione Ultra HD [1]. È stata scattata durante la prima notte di riprese all’osservatorio di La Silla, che si trova a 2400 metri di altitudine sopra il livello del mare nella periferia del deserto cileno dell’Atacama. 

La cupola maestosa del telescopio si alinea perfettamente con la parte centrale della Via Lattea - la regione più brillante e la zona che oscura il centro galattico. La particolare cupola ottagonale che ospita l’NTT si erige verso l’alto in quest’immagine - sagomata rispetto al cosmo scintillante, appare quasi come se stesse consumando la Via Lattea. Questa cupola di telescopio è stata considerata come una svolta tecnologica quando è stata costruita nel 1989. 

Visibile, a sinistra della Via Lattea, si trova la stella arancione Antares nel cuore della costellazione dello Scorpione. Saturno è il punto più brillante in alto, a sinistra di Antares. Alpha e Beta Centauri risplendono in alto a destra dell’immagine. Anche la Croce del Sud e la nebulosa dello Sacco di Carbonio sono visibili sopra Alfa e Beta Centauri. 

La Silla è stata il primo osservatorio di ESO, inaugurato nel 1969. L’NTT è stato il primo telescopio al mondo ad avere uno specchio principale controllato da un computer e a battere un terreno ancora vergine nell’ingegneria e nel design dei telescopi, permettendo la costruzione del Very Large Telescope di ESO.

Note

[1] La squadra è composta dal regista video Herbert Zodet e altri tre ambasciatori fotografici dell'ESO Yuri Beletsky, Christoph Malin e Babak Tafreshi. Ulteriori informazioni sui partner tecnologici della spedizione sono disponibili qui, e il loro blog qui here.


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