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ESO e ESA confermano che l'asteroide 2006 QV89 non colpirà la Terra nel 2019.

18 Luglio 2019

L'asteroide 2006 QV89, un piccolo oggetto di diametro tra i 20 e i 50 metri, ha avuto recentemente l'onore della cronaca a causa della possibilità, seppur molto piccola: 1 su 7000, di impatto con la Terra il 9 settembre 2019. Nel primo caso che si conosca in cui si scarti la possibilità di impatto di un asteroide per mezzo di una "non rilevazione", l'ESO (European Southern Observatory) e l'ESA (European Space Agency) hanno concluso che l'asteroide 2006 QV89 quest'anno non è in rotta di collisione.

In generale, quando si rileva che un asteroide ha anche una minima possibilità di arrivare sulla Terra, vengono effettuate ulteriori osservazioni e misure. Questi dati "astrometrici" perfezionano la nostra conoscenza del percorso dell'asteroide, migliorando la nostra comprensione del rischio associato e spesso escludendo qualsiasi possibilità di collisione.

Invece, il caso dell'asteroide 2006 QV89 è peculiare. L'oggetto è stato scoperto nell'agosto 2006 e quindi osservato per soli dieci giorni. Queste osservazioni hanno suggerito una possibilità di 1 su 7000 che l'asteroide potesse colpire la Terra il 9 settembre 2019. Dopo il decimo giorno, l'asteroide divenne inosservabile e da allora non si è più potuto osservare. Ora, dopo oltre un decennio, possiamo prevederne la posizione con una precisione molto scarsa. Di conseguenza, è estremamente difficile per gli astronomi ri-osservarlo, poiché nessuno sa esattamente dove puntare il telescopio.

Tuttavia esiste un modo per ottenere le informazioni necessarie. Sebbene non conosciamo esattamente la traiettoria di 2006 QV89, sappiamo dove dovrebbe apparirebbe nel cielo se fosse in rotta di collisione con il nostro pianeta. Pertanto, possiamo semplicemente osservare questa piccola area di cielo per verificare che l'asteroide sia effettivamente, si spera, assente. In questo modo, abbiamo la possibilità di escludere indirettamente qualsiasi rischio di impatto, anche senza di fatto vedere l'asteroide.

Questo è esattamente ciò che l'ESO e l'ESA hanno fatto il 4 e 5 luglio, nell'ambito della collaborazione in corso tra le due organizzazioni per osservare asteroidi ad alto rischio utilizzando il VLT (Very Large Telescope) dell'ESO. Il gruppo di lavoro ha ottenuto immagini molto "profonde" di una piccola area nel cielo, quella in cui l'asteroide avrebbe dovuto trovarsi se fosse stato sulla strada giusta per arrivare a colpire la Terra in settembre. Non è stato visto nulla.

L'immagine qui riportata mostra la regione del cielo in cui avrebbe dovuto trovarsi l'asteroide 2006 QV89 se fosse stato in rotta di collisione con la Terra quest'anno. Le tre croci rosse indicano i luoghi specifici in cui l'asteroide sarebbe apparso in tal caso come un'unica, grande sorgente nera e rotonda. Anche se l'asteroide fosse più piccolo del previsto, di soli pochi metri di diametro, sarebbe stato visto nell'immagine. Se invece fosse più piccolo di cosi', il VLT non avrebbe potuto individuarlo, ma sarebbe anche stato considerato innocuo poiché qualsiasi asteroide di queste piccole dimensioni brucerebbe al contatto con l'atmosfera terrestre.

 

Contatti

Oana Sandu
Community Coordinator & Communication Strategy Officer
ESO Department of Communication
Tel: +49 89 320 069 65
Email: osandu@partner.eso.org

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Immagini

La regione di cielo in cui e' stato cercato l'asteroide 2006 QV89
La regione di cielo in cui e' stato cercato l'asteroide 2006 QV89