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La campagna "Pale Red Dot" vince ai Guardian University Awards

30 Marzo 2017

Il successo della campagna Pale Red Dot (Piccolo Punto Rosso) [1] è stato riconosciuto in gran stile la scorsa notte quando la Queen Mary University of London, l’istituzione che ha condotto la campagna [2], ha vinto nella categoria “Impatto sulla ricerca” ai Guardian University Awards 2017. La campagna Pale Red Dot era un progetto di diffusione [3] creato per fornire al pubblico una visione unica e in tempo reale di come funziona la scienza. Il programma scientifico mirava a identificare pianeti simili alla Terra intorno a Proxima Centauri, la stella più vicina al Sistema Solare. Il premio ha sottolineato l’importante contributo dato dalla campagna nel portare le scienze di ultima generazione a un pubblico ampio e non specializzato.

La campagna è stata lanciata nel gennaio del 2016, quando sono iniziate le osservazioni di Proxima Centauri, usando i telescopi dell’ESO come, tra gli altri [4], lo spettrografo HARPS a La Silla, in Cile. La ricerca è durata fino ad aprile 2016 ed è stata accompagnata da post sul blog e da aggiornamenti sui social network, tramite Facebook e Twitter. I rapporti erano accompagnati da numerosi articoli di diffusione scritti da specialisti di tutte le parti del mondo. Seguendo le osservazioni, gli scienziati hanno analizzato i dati nella speranza di trovare ciò che cercavano. Nell’agosto del 2016 è stata annunciata la scoperta: avevano trovato un esopianeta!

Progetti innovativi di diffusione come questo continuano a ispirare e ad affascinare il pubblico, avvicinandolo all'entusiasmo per le nuove scoperte e sottolineando come si sviluppa il processo scientifico.

Note:

[1] Il nome "Pale Red Dot" si riferisce alla famosa citazione di Carl Sagan che vedeva la Terra come un puntino azzuro. Poichè Proxima Centauri è una stella nana rossa, inonderà i suoi pianeti di un riverbero rossastro.

[2] L'equipe di astronomi che ha condotto le osservazioni e la campagna di diffusione è composto da: Guillem Anglada-Escudé, Gavin Coleman, John Strachan (Queen Mary University of London, Regno Unito), James Jenkins  (Universidad de Chile, Cile), Cristina Rodriguez-Lopez, Zaira M. Berdinas, Pedro J. Amado (Instituto de Astrofisica de Andalucia/CSIC), Julien Morin (Universite de Montpellier, Francia), Mikko Tuomi (Centre for Astrophysics Research/University of Hertfordshire, Regno Unito), Yiannis Tsapras (Heidelberg/LCOGT, Astronomisches Rechen-Institut – Heidelberg & LCOGT) e Christopher J. Marvin (University of Goettingen).

[3] La campagna di diffusione è stata coordinata dall'equipe del progetto con il supporto del dipartimento di divulgazione dell’ESO, della Queen Mary University of London, dell’Instituto de Astrofisica de Andalucia/CSIC, dell’Université de Montpellier, dell’University of Goettingen, dell’Universidad de Chile e del Las Cumbres Observatory Global Telescope Network.

[4] Oltre ai dati della campagna Pale Red Dot, altri contributi sono stati dati da scienziati che hanno osservato Proxima Centauri per molti anni, come i membri del progetto originale UVES/ESO M-dwarf (Martin Kürster and Michael Endl) o da pionieri della ricerca di esopianeti, quali R. Paul Butler. Sono anche state inserite osservazioni fatte dal team HARPS di Ginevra, raccolte durante molti anni.

Ulteriori informazioni:

Questa ricerca è presentata in un articolo intitolato “A terrestrial planet candidate in a temperate orbit around Proxima Centauri” di Anglada-Escudé et al., che è apparso nella rivista Nature il 25 agosto 2016.

Links

Contatti

Guillem Anglada-Escudé (Lead Scientist)
Queen Mary University of London
London, United Kingdom
Tel: +44 (0)20 7882 3002
Email: g.anglada@qmul.ac.uk

Peter Grimley
ESO Assistant Public Information Officer
Garching bei München, Germany
Tel: +49 89 3200 6383
Email: pgrimley@partner.eso.org

A proposito dell'annuncio

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