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Il Supervento della Galassia NGC4666

01 settembre 2010

La galassia NGC 4.666 troneggia al centro di questa nuova immagine, realizzata nell’ottico col telescopio di 2,2 Wide Field Imager dell’ESO sitoa La Silla in Cile. NGC 4666 è una galassia notevole caratterizzata da una vigorosa formazione stellare e un insolito "Supervento" di gas viene fuori da essa. Questa galassia era già stata oggetto di osservazioni in raggi X dal telescopio spaziale dell'ESA XMM-Newton, e l'immagine qui presentata è stata presa per consentire ulteriori approfondimenti degli oggetti individuati nelle precedenti osservazioni a raggi X.

La galassia NGC 4.666 che si staglia al centro del quadro è una galassia “starburst”, a circa 80 milioni di anni luce dalla Terra, una galassia nella quale particolarmente intensa la formazione stellare. Questo fenomeno (letteralmente esplosione di stelle) si pensa sia causato dalla interazione gravitazionale tra NGC 4.666 e le sue galassie vicine, tra cui NGC 4.668, visibile in basso a sinistra. Queste interazioni sono spesso scintilla della vigorosa formazione stellare che caratterizza le galassie coinvolte.

La combinazione di esplosioni di supernovae e i forti venti prodotti dalle stelle massicce nella regione starburst produce un vasto flusso di gas che dalla galassia si propaga nello spazio, un cosiddetta "Supervento". Il Supervento è in un scala enorme: proveniente dalla regione centrale della galassia estende per decine di migliaia di anni-luce. Di gas il Supervento è molto caldo e emette radiazioni principalmente in raggi X e nella parte dello spettro radio e non può quindi essere visto immagini nella luce visibile in immagini come quella qui presentata.

Questa immagine è stata fatta nell'ambito di un follow-up alle osservazioni effettuate con il telescopio spaziale dell'ESA XMM-Newton a raggi X. NGC 4666 è stato l’oggetto delle originali osservazioni di XMM-Newton, ma grazie al telescopio a grande campo di vista, molte altre fonti di raggi X sono state osservate nello sfodno. Ad esempio la debole luce di un ammasso di galassie vicino al bordo inferiore dell'immagine, a destra del centro. Ma questo agglomerato è molto più lontano da noi di NGC 4666, si trova infatti ad una distanza di circa tre miliardi di anni luce.

Al fine di comprendere pienamente la natura di questi oggetti astronomici, i ricercatori devono studiare diverse diverse lunghezze d’onda. Questo perché le diverse lunghezze d'onda possono dirci cose diverse sui processi fisici in atto. In questo caso le osservazioni con il Wide Field Imager (WFI) [1 osservazioni] sono state effettuate in luce visibile per indagare ulteriormente gli oggetti rilevati a raggi X - un buon esempio di come gli astronomi, pur utilizzando telescopi differenti, lavorano insieme nell’esplorare l'Universo.

Note

[1] Il WFI è un progetto congiunto tra lo European Southern Observatory (ESO), il Max-Planck-Instituto per Astronomia (MPIA) di Heidelberg (Germania) e l’Osservatorio Astronomico di Capodimonte (OAC) dell’INAF (Italia).

Ulteriori Informazioni

L’ESO (European Southern Observatory) è la principale organizzazione intergovernativa di Astronomia in Europa e l’osservatorio astronomico più produttivo al mondo. È sostenuto da 14 paesi: Austria, Belgio, Repubblica Ceca, Danimarca, Finlandia, Francia, Germania, Italia, Olanda, Portogallo, Spagna, Svezia, Svizzera e Gran Bretagna. L’ESO mette in atto un ambizioso programma che si concentra sulla progettazione, costruzione e gestione di potenti strutture astronomiche da terra che consentano agli astronomi di fare importanti scoperte scientifiche. L’ESO ha anche un ruolo preminente nel promuovere e organizzare cooperazione nella ricerca astronomica. L’ESO gestisce tre siti unici di livello mondiale in Cile: La Silla, Paranal e Chajnantor. A Paranal, l’ESO gestisce il Very Large Telescope, l’osservatorio astronomico nella banda visibile più d’avanguardia al mondo. L’ESO è il partner europeo di un telescopio astronomico rivoluzionario, ALMA, il più grande progetto astronomico esistente. L’ESO sta pianificando al momento la realizzazione di  un gigantesco telescopio nell’ottico/vicino-infrarosso di 42 metri di diametro, lo European Extremely Large Telescope, E-ELT, che diventerà “il più grande occhio del mondo rivolto al cielo”.

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Questa è una traduzione del Comunicato Stampa dell'ESO eso1036.
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Sul Comunicato Stampa

Comunicato Stampa N":eso1036it-ch
Nome:NGC 4666
Facility:MPG/ESO 2.2-metre telescope
Science data:2006A&A...449..837D

Immagini

The superwind galaxy NGC 4666
The superwind galaxy NGC 4666
soltanto in inglese
Wide-field view of the field around NGC 4666
Wide-field view of the field around NGC 4666
soltanto in inglese

Video

Zooming in on NGC 4666
Zooming in on NGC 4666
soltanto in inglese
Panning across the field of NGC 4666
Panning across the field of NGC 4666
soltanto in inglese

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