VST (VLT Survey Telescope)

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Il VST (VLT Survey Telescope) è l'ultimo telescopio installato all'Osservatorio del Paranal dell'ESO (eso1119). È il più grande telescopio al momnto progettato per le survey del cielo in luce visibile. Questo telescopio modernissimo, di 2,6 metri di diametro, accompagna il VLT dell'ESO sul Cerro Paranal, un'ubicazione perfetta per osservazioni astronomiche da terra. Ha in dotazione OmegaCAM, una gigantesca fotocamera con sensore CCD di 268 megapixel, l'erede del WFI (Wide Field Imager) di gran successo installato sul telescopio da 2,2 m dell'MPG/ESO a La Silla.

Come il VLT, il nuovo telescopio per survey copre un'ampio intervallo di lunghezze d'onda, dall'ultravioletto all'ottico, al vicino infrarosso (da 0,3 a 1,0 micron). Ma mentre i telescopi più grandi, come il VLT, possono studiare solo una piccola zona di cielo per volta, il VST è progettato per fotografare velocemente grandi aree in profondità.

Con un campo di vista di 1°x 1°,  largo il doppio della dimensione apparente della Luna piena, il VST è stato pensato come complemento per il VST per produrre immagini grandangolari per rivelare e caratterizzare le sorgenti che poi le UT del VLT possono osservare in dettaglio.

Il VST ha due specchi, il primario (M1) con un diametro di 265 cm e un secondario più piccolo (M2) con un diametro di 93,8 cm. Il telescopio è equipaggiato con un singolo strumento dedicato nel piano focale: OmegaCam. Questa enorme CCD (da 16k x 16k pixel) è stata costruita da un consorzio internazionale di cinque istituzioni: NOVA (Netherlands Research School for Astronomy), l'Istituto Astronomico Kapteyn, l'Universitäts-Sternwarte München, l'INAF-Osservatorio Astronomico di Padova e l'ESO.

Scienza con VST

Il VST è dedicato ai programmi di survey. Con la sua camera all'avanguardia, la qualità delle ottiche e le condizioni eccezionali di seeing al Paranal, il VST ha un potenziale enorme per fare scoperte importanti in molte aree di astrofisica e cosmologia. Nelle scienze planetarie, il telescopio per survey studierà i corpi remoti del Sistema Solare come gli oggetti Trans-Nettuniani, oltre a cercare i transiti di pianeti extrasolari. Il piano galattico verrà osservato ampiamente per fornire agli astronomi dati cruciali per la comprensione della struttura e dell'evoluzione della nostra Galassia. Ancora più lontano, il VST esplorerà le galassie vicine, le nebulose planetarie extragalattiche e intra-ammasso, oltre a ricercare eventi di micro-lente e studiare oggetti molto deboli. Nel campo della cosmologia, il VST punterà alle supernove a redshift intermedio per meglio fissare la scala delle distanze cosmiche e comprendere l'espansione dell'Universo. Il VST cercherà in questo intervallo di redshift anche strutture cosmiche, nuclei galattici attivi e quasar per migliorare la nostra comprensione della formazione delle galassie e della storia primordiale dell'Universo.

Il VST è il risultato di una joint venture fra l'ESO e l'Osservatorio Astronomico di Capodimonte (OAC) di Napoli, un centro di ricerca dell'Istituto Nazionale Italiano per l'Astrofisica (INAF). Il centro italiano ha progettato il telescopio, mentre l'ESO è responsabile per i lavori di ingegneria civile al sito.

Il VST è divenuto operativo nel 2011.


Scopi scientifici

Dedicato alle survey. Via Lattea, nebulose planetarie extragalattiche, cosmologia.


Ulteriori informazioni sul VST


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VST

Name: VLT Survey Telescope
Site: Cerro Paranal
Altitude: 2635 m
Enclosure: Compact optimised cylindrical enclosure
Type: Optical survey telescope
Optical design: Modified Ritchey-Chrétien Reflector with correctors
Diameter. Primary M1: 2.61 m
Material. Primary M1: Astro-Sitall
Diameter. Secondary M2: 0.938 m
Material. Secondary M2: Astro-Sitall
Mount: Alt-Azimuth fork mount
First Light date: 8 June 2011
Active Optics: Yes
Images taken with the VST: Link
Images of the VST: Link
Press Releases with the VST: Link
Did you know?
Stars form in dense clouds of the interstellar medium, but even in these densest regions the pressure is comparable to the most tenuous vacuum created in a laboratory on Earth. In these clouds, the temperatures are below -200 degrees Celsius.
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