Immagine della settimana

28 luglio 2014

Alieno Atacama

Vicino all’osservatorio ALMA di ESO, un bus turistico crea una nube di polvere mentre attraversa il deserto cileno. Questo bus trasporta il personale verso il Centro Operativo di ALMA per l’inizio di un turno quotidiano di 8 ore. Nel sottofondo vediamo due vulcani con le loro vette coperte di neve e oscurate dalle nuvole. 

Situati al confine tra Bolivia e Cile questi due vulcani inattivi, malgrado la corte distanza tra di loro, sono stati creati in epoche geologiche diverse - Licancabur a sinistra è molto più giovane del suo piccolo vicino Juriques. 

Licancabur è famoso per la sua forma quasi perfettamente simmetrica, e per ospitare uno dei laghi più alti del mondo. Ad un’altitudine di 5916 metri, il lago nella caldera caldera di Licancabur ospita una flora e una fauna rare ed è stato studiato per vedere come la vita riesca a sopravvivere in quest’ambiente estremo. Si dice che la regione di Licancabur sia uno dei migliori analoghi dell’ambiente di Marte. Studiando la vite presente in questo posto, forse possiamo capire come la vita possa fiorire su altri pianeti. 

Quest’immagine è stata ripresa da Amin Silber di ESO. 


21 luglio 2014

Giganti al lavoro

Questa vista panoramica del fiore all’occhiello di ESO nel Cile del nord è stata ripresa dall'ambasciatore fotografo di ESO Gabriel Brammer. Il Very Large Telescope (VLT) si prepara al lavoro all’osservatorio Paranal di ESO, visibile sullo sfondo di un cielo limpido con la Via Lattea. 

Per creare questa foto Brammer ha composto varie immagini a lunga esposizione per catturare la debole luce della Via Lattea mentre circolava sopra le cupole massive dei telescopi del VLT. Ognuno di questi giganti è alto 25 metri. Essi devono i loro nomi a corpi celesti prominenti nel linguaggio delle tribù mapuche: il Sole, la Luna, la costellazione della croce del Sud e Venere -  Antu, Kueyen, Melipal, e Yepun rispettivamente. Sulla sinistra sono visibili i più piccoli telescopi ausiliari con le loro cupole sferiche bianche e con la piccola e la grande nube di Magellano sopra di essi. 

La somma di varie esposizioni rivela il moto delle cupole dei telescopi, ognuno accompagnato da un’eco fantasma di loro stessi mentre si muovono durante la notte, inseguendo i loro bersagli nel cielo. Il passaggio del tempo è anche evidente, con un cielo serale luminoso che lascia il posto a una vista scura, costellata di stelle verso la parte sinistra dell’immagine. 

Per creare quest’immagine Brammer ha posizionato la sua macchina fotografica nella stessa posizione due volte: una volta al tramonto e poi più tardi durante la notte. Usando queste immagini riprese in tempi diversi, Brammer ha creato due panorami completi che ha ulteriormente sommato per creare l’immagine mostrata sopra. 


30 giugno 2014

Impressione, tramonto

Il Sole tramonta sopra l’osservatorio di Paranal, dipingendo una rete sottile di sfumature che attraversano il cielo, ricordando un paesaggio di Monet. Le nuvole sparse risplendono calde sotto gli ultimi raggi del Sole e la limpidezza dell’aria è quasi palpabile - rivelando perché ESO ha selezionato il Cile per costruire il proprio osservatorio. I raggi crepuscolari - e le ombre delle nuvole -  irradiano dal Sole e sembrano convergere verso il punto antisolare

Due delle quattro cupole dei telescopi ausiliari (TA) del Very Large Telescope (VLT) sono visibili sulla sinistra, e aspettano pazientemente l’oscurità per condurre le loro osservazioni del cosmo. 

Una volta tramontato il Sole, gli TA di 1.8 metri di diametro convoglieranno la luce stellare verso il Very Large Telescope Interferometer (VLTI), combinandola insieme per produrre nitide immagini dell’universo. Gli TA sono mobili, montati su binari, e possono essere spostati sul sito del VLT per osservare il cielo da diverse prospettive. 

Quest’immagine è stata pubblicata sul gruppo Flickr Your ESO Pictures il 8 di Marzo 2013 da Roger Wesson, un dipendente ESO che lavora all’osservatorio di Paranal.


16 giugno 2014

La strada verso il futuro

Questa nuova immagine mostra i progressi della costruzione della strada, della piattaforma e del canale di servizio al sito del futuro  European Extremely Large Telescope (E-ELT) sul Cerro Amazones. Il campo base è visibile in basso a destra e la nuova strada si nota con le sue curve alla base della montagna.

L’azienda cilena  ICAFAL Ingeniería y Construcción S.A. iniziò i lavori d’ingegneria civile per l’ELT nel marzo del 2014, cominciando la costruzione di una strada verso la cima della montagna. La costruzione dovrebbe impiegare 16 mesi per essere completata. La strada fornirà accesso alla futura costruzione del gigantesco telescopio e sarà larga 11 metri, con una parte asfaltata larga 7 metri.

L’impiegato di quest’impresa, Sebastián Rivera Aguila, riprese questa vista da un volo commerciale  giovedì 12 giugno 2014, sorvolando la montagna. Descrive la sua eccitazione: "La costruzione di una strada nel deserto è veramente un duro lavoro, ma sono molto fiero e contento di fare parte di questo importante progetto. Grazie a ICAFAL e ESO per lasciarci far parte di questa svolta storica.

Giovedì 19 giugno ICAFAL farà esplodere la cima di Cerro Amazones, allentando 5000 tonnellate di roccia. Si tratta di una fase del processo di livellamento che trasformerà la montagna in modo da poter accomodare il telescopio di 39 metri di diametro e gli edifici collegati all’osservatorio. Una cerimonia d’inaugurazione avverrà all’osservatorio di Paranal, a 20 chilometri di distanza, per segnare questa pietra miliare nella costruzione dell’E-ELT. Quest’evento sarà ritrasmesso in diretta via webcast su Livestream dalle 16:30 UTC fino a circa 18:30 UTC (18:30-20:30 Ora Europea) (soggetto a variazioni). I partecipanti possono anche seguire il tweeting in diretta da  @ESO con il hashtag #EELTblast e sottoporre domande (in inglese) alle quali proveremo a rispondere in diretta, nella misura del possibile. 


09 giugno 2014

L'alba sopra il VLT

Quest’immagine mostra il sole che inizia a sorgere sopra il Very Large Telescope (VLT) all’osservatorio Paranal di ESO in Cile. In questa foto una delle unità telescopica del VLT è visibile in basso a destra, illuminata dalla luce della luna. Più distanti ci sono due telescopi ausiliari che puntano verso l’alto. 

Il VLT è composto di quattro unità telescopiche (UT) ciascuna di 8,2 metri di diametro e quattro telescopi ausiliari mobili di 1,8 metri di diametro. I telescopi possono lavorare insieme per formare un gigante interferometro: il Very Large Telescope Interferometer (VLTI). La luce raccolta da ciascun telescopio è combinata nel VLTI usando un complesso sistema di specchi collocati in gallerie sotterranee,  permettendo agli astronomi di vedere dettagli fino a 16 volte più nitidi che con le UT usate individualmente. 

L’immagine è stata ripresa da Nicola Blind, un astronomo che visitò l’osservatorio di Paranal per qualche giorno nel dicembre 2012. Blind è rimasto all’osservatorio per poco tempo, ma la sua visita è  stata memorabile. "Il silenzio assoluto di questo posto è così tranquillo e rilassante," ricorda Nicolas. "Si sente solo il suono del vento, o forse un distante pipistrello perso in questa zona desolata. Il cielo puro di Paranal mi ricorda ogni volta quanto siamo piccoli e mi torna in mente il motivo per cui ho scelto l’astronomia."

L’osservatorio di Paranal gode di un numero incredibilmente alto di notti limpide all'anno: ben 330. Infatti, grazie alla tecnologia, la squadra tecnica e le condizioni limpidissime, il VLT è l’osservatorio astronomico a terra più produttivo al mondo.

Nicolas ha inviato questa foto al gruppo Flickr di ESO. Questo gruppo è regolarmente recensito e le migliori foto sono selezionate per apparire nella nostra popolare serie Foto della settimana o nella nostra galleria. 

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02 giugno 2014

Ricoperto di stelle

Incorniciato dal bagliore del tramonto lunare, la quarta unità (UT4) del telescopio Very Large Telescope dell’ESO all’osservatorio di Paranal è circondato dal cielo che esso studia, notte dopo notte. 

Situate in alto sul Cerro Paranal, queste apparecchiature maestose si collocano con grazia ad un altitudine di 2635 metri sopra il livello del mare. Paranal è l’osservatorio astronomico nel visibile più avanzato al mondo e il fiore all’occhiello di ESO. Di esso fa parte una serie di telescopi: 

UT4, anche conosciuto come Yepun (Venere) è una delle quattro unità che costituiscono il VLT, che lavorano anche con i loro quattro telescopi ausiliari, formando insieme il super sensibile Very Large Telescope Interferometer (VLTI). Ospitato in un edificio controllato termicamente, UT4 usa il suo specchio di 8,2 metri di diametro, incredibilmente preciso, per osservare le stelle e scoprire i misteri dell’universo. 

Le altre unità si chiamano Antu (il Sole), Kueyen (la Luna), and Melipal (la croce del Sud), nel linguaggio del popolo Mapuche, a 500 chilometri a sud di Santiago. 

Quest’immagine è stata ripresa dal fotografo John Colosimo e riesce a catturare sia la bellezza che la complessità di questa unità telescopica.  

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26 maggio 2014

Una scia di stelle sopra Paranal

 Il cielo sopra l’osservatorio di Paranal, nel nord del Cile è veramente qualcosa di speciale per gli ambasciatori fotografi dell’ESO, che sperimentano costantemente nuove tecniche per ottenere immagini sempre più impressionanti di questo posto arido e unico e di questi strumenti all’avanguardia. 

In questa occasione, Gianluca Lombardi ha combinato molte immagini con lunghe esposizioni per ottenere questo stupendo risultato - il Very Large Telescope (VLT) e i suoi telescopi ausiliari, il cui moto appare come un diffuso tremolio al di sotto di una scia di stelle, mentre il moto apparente delle stelle attraverso il cielo, causato dalla rotazione della Terra,  ha lasciato tracce sfocate che sono state catturate dalla macchina fotografica.

Il VLT è il fiore all’occhiello di ESO. Si tratta di uno dei strumenti più produttivi al mondo, e il più avanzato strumento ottico mai costruito. 


19 maggio 2014

Sempre più grande

Un piccolo gruppo si riunisce ai telescopi per osservare di notte all’osservatorio dell’ESO a Paranal in Cile. Per la maggior parte di noi, il tramonto segna la fine della giornata lavorativa - tempo di riposarsi, ma non qui, dove il vero lavoro si svolge durante le ore notturne, con il cielo come banco di lavoro. 

Il gruppo sembra piccolo, sovrastato dai telescopi alla propria sinistra. Queste cupole ospitano i quattro telescopi ausiliari di 1.8 metri di diametro che fanno parte del Very Large Telescope array (VLT). I veri giganti però si trovano all’estrema sinistra; se i telescopi ausiliari fanno apparire piccolo il gruppo di persone, allora i telescopi singoli del VLT le fanno sembrare delle formiche. Il VLT possiede quattro telescopi di 8.2 metri di diametro come questo, si tratta di alcuni dei più grandi telescopi del mondo. 

Se pensate però che tutto questo sia grande, aspettate il European Extremely Large Telescope (E-ELT), progettato per vedere la luce all’inizio del decennio 2020. Il suo specchio avrà un enorme diametro di 39 metri! Nel futuro ESO fornirà al mondo occhi puntati sul cielo sempre più grandi e di migliore qualità. 


12 maggio 2014

Scia di Stelle sui Cactus del Deserto di Atacama

Questa splendida fotografia, fatta nel deserto di Atacama in Cile, mostra le scie di stelle che circondano il polo sud celeste, sopra ad un calmo paesaggio dominato da cactus. La scia di stelle mostra il tragitto apparente delle stelle nel cielo, mentre la terra ruota lentamente e vengono catturate tramite scatti a lunga esposizione.

Una profonda esposizione finale è stata sovrapposta alle stupende scie, svelando molte stelle più deboli e, proprio sopra all’orizzonte, la Via Lattea meridionale, con le sue zone di polvere scura e il famoso brillio rosastro della nebulosa Carina. Si possono anche osservare verso destra le galassie satellite della Via Lattea e le Grande (al centro in alto) e Piccola (in basso a destra) nubi di Magellano.

Credit:

ESO/B. Tafreshi (twanight.org)


21 aprile 2014

Bestie da soma

Come dice il proverbio, l’unione fa la forza, anche se in questo caso la frase ''molte ruote facilitano il lavoro'' sarebbe più appropriata. Qui rappresentato c'è Otto, uno dei due trasportatori di ALMA insieme al suo compagno Lore. Otto e Lore sono stati responsabili per portare le  antenne ALMA fino all’altipiano di Chajnantor, un posto a 5000 metri sopra il livello del mare nel Cile del Nord. Dopo aver posizionato le antenne i due camion hanno hanno svolto il compito aggiuntivo di riposizionare le antenne secondo i requisiti degli scienziati. Si può vedere Otto in azione in questo video.

Questi due potenti bestioni sono il massimo raggiungibile nei veicoli custom. Sono stati disegnati specificamente per ESO dal costruttore di veicoli tedesco Scheuerle Fahrzeugfabrik che ha una storia impressionante nel trasporto di mezzi pesanti come il razzo Antares e la piattaforma petrolifera che pesa 15’000 tonnellate!

I trasportatori sono identici a parte il colore dei binari di sicurezza sul veicolo. Otto ha binari rossi, come si vede nella fotografia, e Lore può essere identificato dai suoi binari verdi. Ogni camion individuale è alimentato da due motori diesel ciascuno con 700 cavalli, per un totale di 1400 cavalli per veicolo. Entrambi i camion possono essere controllati a distanza permettendo all’operatore una visuale migliore quando il posizionamento delle antenne deve essere preciso al millimetro.

I trasportatori ALMA fanno talmente parte integrante del complesso di ALMA che possono quasi essere considerati parte del telescopio. Senza i due veicoli, la costruzione, la gestione e la manutenzione della rete ALMA non sarebbe possibile. 


14 aprile 2014

La Silla in posa per una foto Ultra HD

Una tendina di stelle circonda il telescopio New Technology Telescope (NTT) di 3.58 metri di diametro in questa fotografia ad altissima definizione dalla spedizione Ultra HD [1]. È stata scattata durante la prima notte di riprese all’osservatorio di La Silla, che si trova a 2400 metri di altitudine sopra il livello del mare nella periferia del deserto cileno dell’Atacama. 

La cupola maestosa del telescopio si alinea perfettamente con la parte centrale della Via Lattea - la regione più brillante e la zona che oscura il centro galattico. La particolare cupola ottagonale che ospita l’NTT si erige verso l’alto in quest’immagine - sagomata rispetto al cosmo scintillante, appare quasi come se stesse consumando la Via Lattea. Questa cupola di telescopio è stata considerata come una svolta tecnologica quando è stata costruita nel 1989. 

Visibile, a sinistra della Via Lattea, si trova la stella arancione Antares nel cuore della costellazione dello Scorpione. Saturno è il punto più brillante in alto, a sinistra di Antares. Alpha e Beta Centauri risplendono in alto a destra dell’immagine. Anche la Croce del Sud e la nebulosa dello Sacco di Carbonio sono visibili sopra Alfa e Beta Centauri. 

La Silla è stata il primo osservatorio di ESO, inaugurato nel 1969. L’NTT è stato il primo telescopio al mondo ad avere uno specchio principale controllato da un computer e a battere un terreno ancora vergine nell’ingegneria e nel design dei telescopi, permettendo la costruzione del Very Large Telescope di ESO.

Note

[1] La squadra è composta dal regista video Herbert Zodet e altri tre ambasciatori fotografici dell'ESO Yuri Beletsky, Christoph Malin e Babak Tafreshi. Ulteriori informazioni sui partner tecnologici della spedizione sono disponibili qui, e il loro blog qui here.


17 marzo 2014

Un arco latteo sopra Paranal

Un’altra limpida notte all’osservatorio di Paranal dell’ESO in Cile - perfetta per rilassarsi e apprezzare la vista della nostra galassia, la Via Lattea. Molti di noi vivono in città densamente popolate, i cui cieli sono rischiarati  dall'inquinamento luminoso, e non possono più godersi la vista della nostra casa cosmica in un modo così dettagliato.

Oggi sappiamo che questo vista stupenda è la nostra galassia, ma gli antichi greci pensavano che fosse l’opera degli dei. Secondo la loro mitologia, questa scia luminosa che attraversa il cielo era costituita dal latte materno di Era, la moglie di Zeus. Gli antichi greci sono anche responsabili per il nome “Via Lattea”. La frase greca Γαλαξίας κύκλος, che si pronuncia galaxias kyklos, significa “cerchio di latte” e dà origine alla parola moderna. 

Quest’immagine è stata ripresa dall’Ambasciatore Fotografo dell'ESO Gabriel Brammer. Brammer può essere visto in piedi a destra dell’immagine, mentre sta ammirando il panorama, dopo aver installato la sua macchina fotografica per catturare questa magnifica scena. 


24 febbraio 2014

Le curve del quartiere generale dell’ESO

Prive di colori, in questa impressionante immagine infrarossa, le ampie curve del quartiere generale dell’ESO stonano con la bellezza naturale gelata degli alberi che lo circondano. La curvatura estrema visibile in quest’immagine è dovuta all’uso, da parte del fotografo, di una lente fisheye, che distorce la vista e causa l’impressione che l’edificio circondi il pallido fogliame e il cielo sovrastante. Il fogliame appare brillante perché riflette la luce infrarossa, e il colore bianco pallido è prodotto dall’uso di un bilanciamento del bianco sulle foglie dell’albero da parte del fotografo. 

Le curve precise del cemento, vetro e acciaio fornisco qualche indizio sulla struttura particolare dell’edificio del quartiere generale. In un articolo del 1981 nel Messenger di ESO, si descrive l’edificio di ESO come ''un labirinto del tipo usato per mettere alla prova l’intelligenza dei ratti.'' Fortunatamente per ESO l’autore scrisse subito dopo che ''gli umani sono mediamente più intelligenti che i ratti, e il problema trova presto una soluzione''. 

Quest’immagine è stata ripresa dal computer specialist Dirk Essl. 


10 febbraio 2014

Il fantastico signor Volpe

Arrampicata pericolosamente al confine del mondo abitabile, la vita riesce ad aggrapparsi. Alla periferia del caldissimo e secco deserto di Atacama, questa resistente volpe grigia sudamericana si è appena svegliata e si stira senza fretta. Queste volpi sono generalmente attive durante la notte, approfittando al massimo del calo di temperatura che offre una tregua notturna dal caldo sole cileno. 

Sullo sfondo ci sono altri segni di vita. La cupola bianca ospita il telescopio svizzero Leonhard Euler di 1.2 metri che è protetto dalle rigorose condizioni climatiche dal suo guscio esterno. Mentre il cielo diventa più buio, all'osservatorio di La Silla un’altra famosa specie notturna, gli astronomi, si sveglia e si prepara ad osservare il cielo con rumorose e ronzanti tecnologie. 


03 febbraio 2014

L’aria dell’Antartide rende visita a Paranal

Questo magnifico panorama dell’osservatorio Paranal di ESO risale al 5 luglio 2012 e segna uno dei giorni più secchi mai registrati al complesso del Very Large Telescope. Paranal appare come un’isola nel mezzo dell’immagine, con nuvole massicce che galleggiano sopra l'Oceano Pacifico in lontananza. 

L’umidità estremamente bassa di Paranal durante questo periodo fu registrata da un radiometer di vapore acqueo, chiamato LHATPRO, che segue l’andamento dell’atmosfera per aiutare le osservazioni compiute all’osservatorio [1]. I meteorologi di due università cilene hanno identificato la causa di queste condizioni inusualmente secche in correnti d'aria dell’Antartide ad alta quota che si muovono verso il nord e scendono verso Paranal. 

Questo fronte freddo è rimasto attorno a Paranal per circa 12 ore, causando un livello bassissimo di umidità dell’aria attorno all’osservatorio [2]. Florian Kerber (ESO) e i suoi colleghi hanno analizzato questo situazione inusuale e hanno pubblicato i risultati nella rivista Monthly Notices of the Royal Astronomical Society del 29 Gennaio 2014, disponibile qui.

Dunque, un deserto secco… che cosa c’è di così speciale? In realtà la siccità di questa magnitudine accade di solito a quote molto più alte, per esempio all’osservatorio di ALMA sull’altipiano di Chajnantor, che si trova a 5000 metri sopra il livello del mare - i 2635 metri, l’altitudine di Paranal, sono circa la meta di questo. Dato che le osservazioni infrarosse possono essere fatte al meglio quando c’è pochissimo vapore acqueo nell’aria, un controllo regolare con il radiometer LHATPRO potrebbe dare agli astronomi l’opportunità di sfruttare futuri momenti di siccità a Paranal per ottenere stupende osservazioni infrarosse dell’universo attorno a noi. 

Questa fotografia è stata ripresa dall'ambasciatore fotografo dell'ESO Gabriel Brammer, che per caso era presente al tramonto appena prima di questo periodo secco. Egli lo trovò straordinariamente chiaro e magnifico. Gabriel lavora come astronomo all’osservatorio La Silla - Paranal dell’ESO. Quando non fornisce un supporto alle osservazioni dell’osservatorio, studia la formazione e l’evoluzione delle galassie distanti usando i telescopi e gli strumenti più sofisticati al mondo, incluso il Very Large Telescope di ESO e l’Hubble Space Telescope. 

Note

[1] Il radiometer Low Humidity and Temperature Profiling (LHATPRO) costruito da  Radiometer Physics GmbH in Germania, usa forte righe spettrali di alcuni elementi chimici per misurare il contenuto in acqua dell’atmosfera. 

[2] L’umidità è misurata nella forma di precipitable water vapour - una misura di contenuto atmosferico d’acqua. È la quantità totale di acqua in una colonna di atmosfera se si trasformarsse tutta in pioggia. In questo caso solo 0.1 mm di precipitable water vapour è stata misurata - molto meno che il solito (già basso) valore di 2 mm a Paranal. 


20 gennaio 2014

La cometa di Rosetta

La sonda spaziale dell’ESA Rosetta si sveglierà oggi, 20 gennaio, dopo 31 mesi di ibernazione nello spazio profondo, per avvicinarsi finalmente alla cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko (67P/CG).

Quest’immagine mostra le osservazioni più recenti della cometa di 4 chilometri di diametro, prese il 5 ottobre 2013 dal Very Large Telescope (VLT) di ESO, quando la cometa era distante circa 500 milioni di chilometri, prima che passasse dietro il Sole e fuori dalla nostra prospettiva terrestre. 

Per quest’immagine è stata elaborata una lunga serie di osservazioni  per svelare sia la cometa senza le stelle del sottofondo (a sinistra) sia il campo stellare con la traiettoria della cometa evidenziata (a destra). La cometa era così lontana dal Sole che il suo nucleo di ghiaccio non rilasciava nessun gas o polvere, e appare come un semplice punto nel sottofondo  denso di stelle in direzione del centro  della Via Lattea . Avvicinandosi al Sole, la sua superficie si riscalderà e il suo ghiaccio sublimerà, rilasciando polveri a  formare una coda. 

Questa osservazione segna l’inizio di una stretta collaborazione tra ESA e ESO per seguire la cometa dal suolo durante l’incontro di Rosetta con 67P/CG, che avverrà più tardi quest’anno. Rosetta è stata lanciata nel 2004 e mira ad esplorare la superficie della cometa, rilasciando un lander giù su 67P/CG per studiare l'aspetto della sua superficie  [1].

La cometa segue un’orbita di 6.5 anni di periodo attorno al Sole e si trova attualmente verso l’orbita di Giove. Sarà nel suo punto più vicino al Sole - approssimativamente tra l’orbita di Marte e quella della Terra - nell’agosto 2015. Questa immagine suggerisce che la cometa non è ancora attiva, quindi non vedono l’ora di osservarla di nuovo a febbraio, quando è di nuovo osservabile con il VLT e molto più vicina al Sole. 

Nel fra tempo le osservazioni di ottobre sono state usate per confermare l’orbita della cometa prima del suo appuntamento con Rosetta in maggio, e per allinearla per mettersi in orbita attorno a 67P/CG in agosto. Ulteriori calcoli saranno effettuati una volta che Rosetta abbia la cometa in vista con i suoi strumenti. 

Note

 [1]. Dal momento della partenza Rosetta ha viaggiato attorno al Sole per cinque volte, aumentando la sua velocità  e proseguendo la sua destinazione finale. Durante il tratto più freddo della missione, mentre Rosetta si trovava oltre l’orbite di Giove, la sonda spaziale è stata messa in ibernazione. 67P/CG si trova su un’orbita ragionevolmente stabile e ben conosciuta, il che significa che i calcoli per la traiettoria di Rosetta possono essere fatti molto in anticipo della partenza e si trova abbastanza lontana dal Sole per essere un bersaglio sicuro. 

Link 

- Vista con il VLT della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko in ottobre 2013

- La traiettoria della cometa 67P/Churyumov-Gerasimenko in ottobre 2013 

- Immagine spaziale delle settimana di ESA

- Informazione di ESA su Rosetta

- Appello ai media: il risveglio di Rosetta

- Il Very Large Telescope di ESO


16 dicembre 2013

Scie luminose di stelle sopra il VLT a Paranal

Quest’immagine è stata ripresa da Babak A. Tafreshi, uno dei Ambasciatori Fotografi dell'ESO, all’osservatorio Paranal di ESO. Essa mostra tre dei quattro telescopi ausiliari dell’interferometro del Very Large Telescope Interferometer (VLTI). Le lunghe strisce luminose sopra i telescopi sono le scie lasciate delle stelle. Ognuna di esse traccia la traiettoria apparente - dovuta alla rotazione della Terra - di una singola stella attraverso il buio cielo notturno. Questa tecnica fotografica amplifica i colori naturali delle stelle, che forniscono un’indicazione circa la loro temperatura. Essa  è compresa tra  circa 1000 gradi Celsius per le stelle più rosse fino a decine di migliaia di gradi Celsius per le stelle più calde, che appaiono blu. Il cielo, in questo remoto e alto luogo del Cile, è estremamente pulito e privo di inquinamento luminoso, e ci offre questo spettacolo di luci meraviglioso. 


25 novembre 2013

Antiche costellazioni sopra ALMA

Babak Tafreshi, uno degli Ambasciatori Fotografi dell'ESO ha ripreso le antenna dell'Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) in un'affascinante immagine che combina la bellezza del cielo australe con le dimensioni sorprendenti del più grande progetto astronomico al mondo.

Migliaia di stelle si vedono a occhio nudo nel cieli limpidi sopra l'altipiano di Chajnantor. Il suo cielo notturno secco e trasparente è il motivo per cui ALMA è stato costruito qui. Sorprendentemente brillante nell'angolo in alto a sinistra della fotografia, c'è un gruppo compatto di giovane stelle, l'ammasso delle Pleiadi, che era conosciuto già dalle più antiche civiltà. La costellazione di Orione (il cacciatore) è chiaramente visibile sopra la più vicina delle antenne - la cintura del cacciatore è formata da tre stelle blu appena a sinistra della luce rossa. Secondo la mitologia classica, Orione era un cacciatore che inseguiva le Pleiadi, le bellissime figlie di Atlas. Quando visto attraverso la sottile atmosfera del cielo sopra Atacama, sembra quasi che questa epica caccia sta realmente avvenendo.

L’osservatorio internazionale ALMA è nato dalla partnership tra Europa, Nord America ed Est Asiatico, in cooperazione con la Repubblica Cilena. La costruzione e il funzionamento di ALMA sono gestite da ESO per l’Europa, dalla National Radio Astronomy Observatory (NRAO) per il Nord America, e dal National Astronomical Observatory of Japan (NAOJ) per l’Asia Orientale. Il Joint ALMA Observatory (JAO) detiene la leadership comune e segue la gestione dei lavori di costruzione, progettazione e  funzionamento di ALMA.


18 novembre 2013

Una nuova immagine della cometa ISON

Questa nuova immagine della cometa C/2012 S1 (ISON) è stata presa con il telescopio nazionale TRAPPIST all’osservatorio ESO di La Silla la mattina di venerdì 15 novembre 2013. La cometa ISON è stata vista per la prima volta nei nostri cieli nel settembre 2012 ed effettuerà il suo massimo avvicinamento al Sole verso la fine di novembre 2013.

TRAPPIST ha monitorato la cometa ISON a partire da metà ottobre, usando filtri a banda larga come quelli usati in quest’immagine. Ha anche usato degli speciali filtri a banda stretta che isolano l’emissione di gas vari, permettendo agli astronomi di contare quante molecole di ciascun tipo la cometa rilascia.

La cometa ISON è rimasta abbastanza tranquilla il 1 novembre 2013, quando una prima esplosione ha raddoppiato la quantità di gas emessi dalla cometa. Il 13 novembre, proprio prima che questa foto fosse scattata, un secondo e gigantesco scoppio ha scosso la cometa, aumentando la sua attività di un fattore dieci. Ora è abbastanza luminosa da essere vista con un buono binocolo da un sito oscuro, nel cielo mattutino verso Est. Nelle ultime notti la cometa si è stabilizzata al suo nuovo livello di attività.

Queste esplosioni erano causate dall’intenso calore del Sole che raggiunge il ghiaccio nei piccoli nuclei della cometa mentre si avvicina al Sole, causando così la sublimazione del ghiaccio e gettando enormi quantità di polvere e gas nello spazio. Nel momento in cui ISON si avvicinerà al massimo al Sole il 28 novembre (a solo 1,2 milioni di chilometri dalla sua superficie – poco meno del diametro del Sole!), il calore causerà sublimazione in una quantità ancora maggiore di ghiaccio. Ma potrebbe anche rompere l’intero nucleo in due piccolo frammenti, che evaporerebbero del tutto nel momento in cui la cometa si allontanerebbe dall’intenso calore del Sole. Se ISON sopravvive al passaggio vicino al Sole, potrebbe diventare incredibilmente brillante nel cielo del mattino.

L’immagine è una composizione di 4 diverse esposizioni da 30 secondi attraverso il filtro blu, verde, rosso e quasi-infrarosso. Mentre la cometa si muove davanti alle stelle sullo sfondo, queste appaiono come punti multicolore.

TRAPPIST (TRAnsiting Planets and PlanetesImals Small Telescope) è dedicato allo studio dei sistemi planetari tramite due metodi: l’individuazione e caratterizzazione di pianeti collocati fuori dal sistema solare (esopianeti) e lo studio di comete orbitanti attorno al Sole. Il telescopio nazionale da 60 cm è operato da un centro di controllo a Liegi, in Belgio, a 12 000 km di distanza.

Links

Crediti:

TRAPPIST/E. Jehin/ESO


11 novembre 2013

Vista panoramica di ALMA con la nebulosa della Carena

L'ambasciatore fotografo dell'ESO (ESO Photo Ambassador) Babak Tafreshi ha ripreso questa vista panoramica delle antenne dell'Atacama Large Millimeter/submillimeter Array (ALMA) sotto il cielo limpido dell'altopiano di Chajnantor, nelle Ande cilene. 

La macchia rosa visibile a sinistra dell'immagine è la nebulosa della Carena. Essa si trova nella costellazione di Carena (la chiglia), a circa 7500 anni-luce dalla Terra. Questa nube di gas luminescente e di polveri è una delle più brillanti nebulose nel cielo e contiene molte delle stelle più luminose e massive stelle conosciute nella Via Lattea, come Eta Carinae, per esempio. Per altre magnifiche immagini della nebulosa della Carena provenienti da ESO, si vedano  eso1208, eso1145, e eso1031.

ALMA, un osservatorio astronomico internazionale, è frutto di una collaborazione fra l'Europa, il Nord America e l'Asia Orientale, in cooperazione con la Repubblica del Cile. La costruzione e la gestione di ALMA sono condotte dall'ESO per conto dell'Europa, dall'Osservatorio Nazionale di Radio Astronomia (NRAO) per conto del Nord America e dall'Osservatorio Astronomico Nazionale del Giappone (NAOJ) per conto dell'Asia Orientale. L'osservatorio congiunto di ALMA (JAO: Joint ALMA Observatory) provvede alla direzione unitaria e alla gestione della costruzione, della messa in servizio e delle operazioni di ALMA.


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